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Combattività film

 Quando il ghiaccio diventa bollente, ed ogni singola pattinata funzionale per il successo di squadra, puoi essere certo che il Premio Combattività - istituito da HCBfans.net - sia realmente dietro l’angolo!

 

Come è oramai tradizione, agli sgoccioli della regular season, quando la corretta chiusura di una carica potrebbe determinare le posizioni dell’intero quadro dei playoff, l’Associazione HCBfans.net sale alla ribalta con la sua “creatura” di maggior prestigio: il contest di cui sopra, ovvero il Premio Combattività “Gino Pasqualotto”, dedicato dalla stagione 2019/‘20 alla figura ed alla memoria dell’immenso #33.

Il premio, istituito dalla nostra struttura a partire dal 2016, rientra a pieno titolo nello spirito di divulgazione della materia hockeistica.

La stessa, senza particolari esigenze di celebrazione, che alberga tra le principali finalità - collocate a statuto - di HCBfans.net.dal 2006 Copia

Quella già posta da tempo sulla rampa di lancio, sarà l’edizione numero 10. Che cadrà proprio nel ventesimo anno di vita della nostra Associazione.

Due pietre miliari importanti.

Traguardi, che tutti noi vorremmo definire “volanti”, nella continuità dell’opera di diffusione dell’hockey in quanto cultura. 

L’attesa, di conoscere quale sarà l’atleta in maglia biancorossa a fregiarsi dell’onore di apparire nell’albo d’oro del nostro ambito riconoscimento, è quindi vicina dal considerarsi terminata.

Saranno, come sempre, le preferenze espresse da quattro distinte categorie con diritto di voto a dare un volto definito - e definitivo - al giocatore dell’attuale stagione che maggiormente avrà saputo mettere in evidenza doti peculiari.

Quali?

1Usando parole a noi care: “la grinta e la combattività, il proprio spirito di abnegazione per la squadra, l’attaccamento ai colori sociali, stringendo i denti nei momenti di difficoltà, reagendo con orgoglio e facendo leva principalmente sulla propria indole di combattente”.

A uno dei nostri soci, parlando di questo riconoscimento, viene sovente in mente il nome di Stefan Zisser, che abbandonò l’attività agonistica solo un paio di anni prima che venisse istituito, ma quanto ne sarebbe stato degno. E questa citazione vuole essere un piccolo modo di porre rimedio a questo disguido temporale.

Quattro categorie, dicevamo. Che potranno esprimere le proprie preferenze entro, e non oltre, le ore 12 di DOMENICA 15 FEBBRAIO. Ognuna delle quali ha una sua precisa collocazione all’interno della votazione. 

Andiamo ad analizzarle singolarmente.

Gli abbonati HCB: potranno esprimere una sola preferenza (che varrà 1 punto, ai termini della classifica finale) attraverso una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. contenente nome, cognome, settore e posto. Per agevolare l’operazione sarà sufficiente allegare la foto dell’abbonamento con i relativi dati del titolare.

Gli utilizzatori della “App” HCB Foxes: una sola preferenza, da porre nello spazio dell’apposito menù, cliccando le tre lineette in alto a sinistra. Alle tre preferenze più votate, verranno attribuiti 10, 6 ed 1 punto. Sulla “App” HCB Foxes potranno votare tutte le categorie aventi diritto.

I soci di HCBfans.net: attraverso una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., potranno segnalare tre preferenze, in ordine meritorio (5, 3 ed 1 punto).

Esponenti dei media: tre preferenze (10, 6 e 2 punti). Per la televisione: Fabio Larcher (TV33 e DAZN); per la carta stampata: Marco Marangoni (Alto Adige), Kurt Plattner ed Anton Höller (Dolomiten), Carlo Cecino (Corriere Alto Adige); per l’informazione sul web: Alexander Foppa (Sportnews.bz), Carlo Bassetti (Salto.bz), Sergio Bertoli (Highlights HCB), Luca Tommasini (Press & Social Media HCB).

La data della premiazione del giocatore più votato verrà scelta in comune accordo con l’Hockey Club Bolzano, sulla base del calendario delle gare interne.

Con un elementare esercizio di fantasia, proviamo ora ad entrare nella storia del nostro “contest”, ovvero nell’ideale hall of fame del Premio Combattività “Gino Pasqualotto”.

Marco, Alex, Daniel F., Leland, Dennis, Mike, Luca, Daniel M. e Chris...

Un portiere, due difensori e ben sei attaccanti.

In attesa di conoscere il prossimo vincitore del nostro riconoscimento “alla combattività”, andiamo a ripercorrere in ordine cronologico i passaggi più emblematici delle nove edizioni precedenti. E gli elementi significativi che contribuirono alle singole scelte delle categorie votanti. 

Per rendere più chiara la memoria delle passate stagioni inseriamo tra parentesi il link che riconduce ai voti ricevuti dai primi 3 classificati di ogni edizione)Insam 3

37 anni il prossimo 5 giugno, figlio d’arte, svezzato nelle giovanili del Milano quando papà Adolf era a libro paga con i rossoblù, cresciuto agonisticamente per tre stagioni in Canada con i Notre Dame Hounds e in altre due appena ventenne con i Niagara IceDogs in OHL, arrivò come una forza della natura a Bolzano nel 2010 e gli bastò poco per impressionare positivamente la critica.

Marco ha speso al Palaonda 11 anni della sua esistenza. Vincendo la prima EBEL nel 2014 e fallendo il bis nel 2018. Perché curioso di misurarsi all’estero: a Pori, in Finlandia, con l’Ässät.

Oggi, Marco è alla quarta stagione con i Rittner Buam. Nel 2024 si è laureato campione di Alps. Lo scorso anno, invece, è risultato il miglior difensore goleador della Lega, con 18 reti stagionali.

Nel 2016/‘17 Marco Insam contribuì con grande carattere e spirito battagliero ad elevare i biancorossi fino alla serie di semifinale contro Vienna, superando dapprima il velenosissimo powerplay delle Black Wings Linz, orchestrato da top-players come Brian Lebler e Dan DaSilva, nella serie dei quarti (chiusa in favore per 4-1). Poi, contro gli imbattibili Capitals (12 vittorie su 12 incontri di playoff), i biancorossi si inchinarono soprattutto al sontuoso 93,3% del portiere rivelazione della stagione, David Kickert, ed al miglior giocatore della stagione: Riley Holzapfel.

Egger 1Al contrario di Marco Insam, il capitano biancorosso - quello che sollevò i due Karl Nedwed Trophy verso il cielo di Salisburgo - non ha mai lasciato i ghiacci italiani nel corso della sua lunghissima ed onorata carriera.

Dopo 19 stagioni in maglia biancorossa, 8 vissute con il grado di capitano, Alex decise di appendere i pattini al fatidico chiodo proprio al termine di questa incredibile stagione per i colori biancorossi. Una stagione ben più che travagliata, nella quale Hockeytown fu dapprima costretta ad assistere alla giostra degli estremi difensori (Jakub Sedlacek, Matt Climie, Marcel Melichercik, Jacob Smith ed infine Pekka Tuokkola), poi a sopportare l’onta dell’ultimo posto in classifica. Con l’inevitabile conseguenza di assistere, dopo l’ennesimo crollo a Klagenfurt, anche all’esonero di Pat Curcio. Sostituito con Kai Suikkanen.

In tutto questo bailamme, Alex Egger seppe mantenere la calma, gestendo nel migliore dei modi gli umori all’interno dello spogliatoio. E trascinando il gruppo, secondo le sagge indicazioni di Suikkanen, alla conquista della seconda EBEL della storia. Ci piace fermare e riportare alla memoria un solo significativo momento di quella stagione, quando il 4 marzo al minuto 39’19” Alex infilava il gol che completava la rimonta da 0:3 contro lo Znojmo nella gara che valeva l’accesso ai playoff e che necessitava la conquista di almeno 1 punto (in gol anche Monardo, Frank e infine Halmo per i 2 punti strappati al OT N.d.R.)

Il suo Premio Combattività si poté interpretare anche come un tributo alla magnifica carriera, spesa in favore della causa biancorossa. Con la quale accumulò quasi 800 presenze, tra EBEL e Serie A.

L’attuale capitano è stato da poco celebrato sul ghiaccio per i 700 gettoni di presenza spesi indossando l’abbigliamento tecnico dei Foxes. E anche lui, come Alex Egger, può vantare entrambi i titoli conquistati nella Lega d’Oltrebrennero.

Daniel, dopo l’apprendistato speso a 16 anni nell’Accademia hockeistica dei Red Bull, venne indirizzato a Kaufbeuren. Allo scopo di completare la sua formazione agonistica. Quindi, il rientro a Merano. Vero e proprio trampolino di lancio verso la casa madre biancorossa, nel lontano 2013.

13 stagioni, due trofei indimenticabili e la “C” di capitano ereditata da Anton Bernard quattro stagioni fa, Daniel Frank, sempre alla guida, con generosa abnegazione, del p. k. biancorosso, diede impulsi importanti in termini di combattività e personalità proprio nella stagione vissuta da detentore del titolo, in cui si consumò l’avvicendamento tra il Mago Kai e Clayton Beddoes, una scossa che non sortì gli effetti sperati da Dieter Knoll.

Graz e Vienna dominarono la stagione regolare, finendo a pari punti davanti a Klagenfurt, Salisburgo e Bolzano. Nella seconda fase, i biancorossi chiusero all’ultimo posto e lo sviluppo dei playoff non fu certamente trionfale come l’anno precedente. Perché i campioni in carica della EBEL vennero esclusi ai quarti da Klagenfurt, poi vincitori in finale contro Vienna, in soli cinque match.

Irving Nell'anno della dedica  del Premio a Gino, premiano Leland Irving il presidente di HCBfans Bruno Flor e Alex PAsqualotto.

L’unico portiere presente nella lista dei passati vincitori del Premio Combattività, è un uomo garbato, devoto alla sua famiglia, mosso dalla sacra passione per l’hockey su ghiaccio. Che assaporò il soave gusto della NHL a Calgary prima di imbarcarsi su un Boeing, con armi e bagagli, per mettersi alla prova nei catini europei, meno asfissianti di quelli nordamericani.

Quando sbarcò per la prima volta a Bolzano, Leland capì che, lontano dal Canada, potesse esserci un altro luogo “a misura d’uomo”.

Una volta sul ghiaccio, però, quest’uomo era capace di trasformarsi in un muro di basalto. Dapprima inavvicinabile (vista la presenza nel comparto difensivo di compagni d’armi come Brett Flemming, Dennis Robertson, Tim Daly, lo stesso Marco Insam e Patrick Wiercioch) e poi quasi invalicabile, come dimostrarono le altissime percentuali di neutralizzazione (92,2% nel 2018/‘19, 92,7% l’anno seguente e 92,5% nella sua ultima stagione al Palaonda).

Una costanza di rendimento quasi impressionante. Che affascinò le quattro categorie degli aventi diritto di voto. Tanto da convincerli ad eleggere proprio lui, The Wall, durante la stagione in cui Greg Ireland prese in mano il Bolzano a campionato in corso. Dopo il “grazie ed arrivederci” con il quale Dieter Knoll si congedò da Clayton Beddoes, il 1° gennaio 2020, reo di non riuscire più a sprigionare la necessaria potenza dal motore biancorosso.

Dopo il quinto posto in regular season, ed un grandioso primo posto nel seguente “master round”, che fece sognare l’impresa, la tragica escalation dell’epidemia di coronavirus obbligò il board della ICE Hockey League ad annullare l’intera serie dei playoff. Era il 10 marzo 2020. 

Per i Foxes, favoriti nella corsa al titolo ed in vantaggio 3-0 nella serie contro Znojmo nei quarti di finale, l’episodio si trasformò in una Grande Incompiuta della sua quasi centenaria storia.

Due sole stagioni biancorosse nel curriculum di Dennis Eamon Robertson, chiamato scherzosamente “Dennis la Minaccia”, un giocatore tanto osannato al suo arrivo sulla piazza bolzanina quanto rimpianto al momento dei saluti. Un vero e proprio gladiatore del ghiaccio, con molteplici similitudini con il più attuale Scott Valentine.

Il 34enne canadese della British Columbia, spese gran parte della sua carriera in AHL, con i Charlotte Chekers, prima di preparare il sacco ed affrontare qui la sua prima esperienza europea.

Nel suo caso, il Premio Combattività gli venne attribuito quando la seconda ondata di Covid, nell’autunno 2020, stravolse ogni attività umana, non soltanto agonistica.

Emblematico quanto accadde proprio ai Foxes, nella prima giornata ufficiale della neonata ICE Hockey League. Giunto a Bratislava, venerdì 25 settembre 2020, il Bolzano fu costretto a ritornare subito in Patria per la positività di quattro giocatori. I biancorossi rischiarono la sconfitta a tavolino ma il board della EBEL abortì la richiesta concedendo il rinvio del match, poi vinto per 4-0.

Il Bolzano dominò in ogni caso sia la regular season che la fase successiva. Eliminò Bratislava ai quarti e Vienna in semifinale. Poi, nella preventivata finale con Klagenfurt, non ci fu praticamente storia. Grazie a due straordinari snipers, come Nick Petersen e Rok Ticar, i carinziani chiusero la serie 4-1 proprio a Bolzano. Ed a Dennis “La Minaccia” rimase solo l’effimera soddisfazione di certificare questa come la miglior stagione mai disputata nella sua carriera (10 gol e 21 assist).

HalmoMichael Ryan Faludi Halmo... Élite Prospects recita così, per esteso, il nome di un giocatore che non sarebbe potuto mancare nell’albo d’oro del Premio Combattività “Gino Pasqualotto”.

Un atleta di grandissimo spessore, un instancabile lottatore, un assoluto leader dello spogliatoio. Che assaporò le magiche atmosfere della NHL sbarcando a New York, sponda Islanders, a condire le sue personali statistiche soprattutto con minuti di penalità.

Una delle caratteristiche di Mike, lungo tutta la sua carriera, fu proprio quella di dirimere le controversie con uno stile del tutto personale. Che lo fatto diventare, alla lunga, uno dei più “autorevoli” fighter nelle leghe dove ha potuto estendere il suo raggio d’azione.

Un trend, ammesso ma non concesso, certificato dai seguenti numeri: 488 minuti di panca puniti in 6 stagioni in AHL, addirittura 494 in soli 4 anni in OHL, 297 tra EBEL ed ICE nelle 6 stagioni a Bolzano, 111 nell’unica stagione in Liiga con Ilves Tampere.

Una propensione per la quale Mike dimostrò affezione fin da ragazzino (121 minuti di penalità) nell’unica apparizione tra gli U16 dei Waterloo Wolves, nella sua città natale, in Ontario.

Come il grande Lucio Topatigh anche Mike aveva comunque altre doti nelle quali eccelleva. Caratteriali, realizzative ed atletiche. Oltre a gestire la sua naturale aura gladiatoria, tanto odiata in trasferta quanto idolatrata tra le mura del Palaonda, Mike Halmo fu sempre apprezzato anche dai compagni. Per l’innato mutuo soccorso, sia negli angoli come in campo aperto.

Oggi, la notizia è giusto di qualche giorno fa, Mike Halmo è stato promosso da associato ad head coach dei Rittner Buam. Questo perché Dave McQueen ha pagato con l’esonero il deficitario Master Round nell’attuale Alps. Potrebbe sembrare solo un’ingenua suggestione, ma immaginare tra qualche stagione “Mai Kalmo” al comando delle operazioni sul pancone dell’Hockey Club Bolzano sarebbe la perfetta chiusura del suo cerchio. Conoscendo la determinazione e quanto sia radicalmente fidelizzato col nostro territorio, non definiremmo il teorema nemmeno troppo azzardato. Dopo la EBEL conquistata sul ghiaccio nel 2018, ne seguirà un’altra da head coach?

“Mister 100 gol”, il ragazzo di Moncalieri, quello che predilige profilo basso e reti pesanti come macigni, è alla decima stagione in maglia biancorossa. Una casacca che oramai Luca sente cucita sulla sua pelle. Alternata unicamente con quella azzurra. Che indossa da ben 17 anni. Come l’altra sera al Palaonda, contro la Germania, all’alba dell’ennesima esperienza in Nazionale: le Olimpiadi di casa, a Milano e Cortina.

Anch’egli vincitore della EBEL nel 2018, in questa stagione Frigo è stato indicato legittimo successore di Halmo dalla giuria del Premio Combattività “Gino Pasqualotto” la quale, nelle sue valutazioni, ha certamente tenuto conto sia del suo attaccamento per i colori sociali che della costanza di rendimento mantenuta per tutto l’arco della competizione.

Quando il Bolzano chiamò, Luca puntualmente rispose. Da leggere in questa particolare ottica la facilità nel percorrere la via al gol che Luca Frigo ebbe nella fase più calda della stagione, ovvero a marzo. Molti di voi ricorderanno l’infinito quarto di finale contro le Black Wings di Linz. Andate avanti 2-1 nella serie ma respinte e ricacciate indietro anche grazie alla vena realizzativa del goleador piemontese, a segno in gara 4 per il definitivo 1-5 esterno, in gara 5 addirittura tre volte per il 7-1 interno e nella soffertissima gara 7, in shorthanded, prima di lasciare ad uno straordinario Dustin Gazley il compito di chiudere la pratica all’overtime, proprio sotto la Curva.

Mantenuto 2024 02 19Daniel è l’altra incarnazione del leader silenzioso dello spogliatoio, quello che soppesa le parole neanche fossero pepite d’oro. Colui che predilige lasciar parlare il ghiaccio, essere d’esempio: per i più giovani ed i più freschi di contratto, dimostrare come si possa dare il 110% di se stessi perché alla fine siano i tuoi colori ad emergere quando il match morirà, ad avere un orgoglio speciale, unico ed inconfondibile, nell’indossare questa maglia e nel tutelare le proprie origini italiane.

Mantenuto vinse a mani basse il penultimo contest della nostra ode alla combattività al culmine di questa, che fu la sua miglior stagione, in termini agonistici e realizzativi, delle quattro spese finora in maglia biancorossa. 33 punti complessivi, accumulati grazie a 15 reti e 18 assist.

Oramai, sul ghiaccio Daniel ha trovato proprio in Luca Frigo una spalla fedele ed affidabile, con la quale andare all’attacco della gabbia avversaria. Per scardinarla con un dinamismo al limite della cocciutaggine. Perché Daniel l’avversario lo stordisce, con movimenti rapidi ed ipnotici. Disco c’è, disco non c’è più. Dopo di che, l’assist per Luca o per l’altro compagno di linea, diventa il suo marchio di fabbrica. Perché un leader di poche parole, deve saper vestire i panni dell’altruista.

Il repertorio corale della Curva “Nene e Michi” è ricco di produzioni adatte alle celebrazioni in suo onore. Nel sentirle, l’interessato si carica ulteriormente ed a guadagnarci è chiaramente lo spettacolo. Chris DiGiacinto è l’ultimo vincitore del Premio Combattività “Gino Pasqualotto”.

Chris, in breve tempo, è diventato un vero e proprio beniamino del pubblico. E, naturalmente, ha moltissimi estimatori anche tra i più giovani. L’hockey che DiGia ama interpretare è letteralmente speculare. Ovvero, l’esatta proiezione sul ghiaccio del suo focoso carattere.

Molti di voi lo ricorderanno intento a vendicare qualche colpo proibito ricevuto. 

Ai limiti del leggendario, divenne un episodio accaduto lo scorso anno in un esplosivo derby col Valpusteria. Dopo aver incassato una pesante interferenza da Viktor Svedberg, gigantesco difensore giallonero, DiGiacinto non ci pensò due volte. Gettando i guanti e lasciando partire una micidiale scarica di pugni verso la montagna d’uomo che aveva di fronte. Come accaduto con Tyler Lewington, lo scorso 5 gennaio, nel big match casalingo contro Salisburgo.

Ma “DiGia Balboa” non è solamente un fighter. Oltre ad avere due polsi d’acciaio, ha pure un bagaglio tecnico di riguardo, un pattinaggio snello e dinamico, elevata velocità di pensiero, due mani educate, giocate quasi sempre imprevedibili ed un buon fiuto per il gol.

Un profilo come il suo è meglio averlo in casa, piuttosto che concederlo all’avversario di turno.

Per concludere... 

VOTATE!, VOTATE!, VOTATE!

G. Pasqualotto2

 

carissimi amici biamcorossi.

Ora, per voi, è giunto il momento di esprimere un volto per il giocatore che maggiormente ha attirato la vostra attenzione e ammirazione durantre la stagione regolare. Sarà proprio lui a vincere la decima edizione del Premio Combattività “Gino Pasqualotto”? 

Vi ricordiamo che la scadenza per esprimere le vostre preferenze è stata fissata entro le ore 12 di domenica 15 febbraio.

Un grazie di cuore a coloro che hanno già espresso le proprie preferenze.

Un cordiale sollecito da parte nostra, arrivi invece alle persone che non hanno ancora provveduto.

In tal proposito ricordiamo nuovamente:Trofeo combattività 3

Gli abbonati HCB avranno la possibilità di esprimere una sola preferenza, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. contenente nome, cognome, settore e posto ed allegando la foto dell’abbonamento con i relativi dati del titolare.

Gli utilizzatori della “App” HCB Foxes: una sola preferenza, utilizzando il menù della app, cliccando le tre lineette in alto a sinistra e la relativa voce “Premio Combattività”.

IMPORTANTE: Sulla “App” HCB Foxes potranno votare tutte le categorie aventi diritto.

I soci di HCBfans.net attraverso una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., dove potranno segnalare tre preferenze, in ordine meritorio.

Vi aspettiamo alla Sparkasse Arena per la premiazione (per la data seguite i canali social di HCBfans e del HCB). A presto.

Una menzione d'obbligo al creatore del bellissimo trofeo:
l'artista trentino Franco Andreatta (Andreatta & Nicoletti S.a.s., Trento