Hugo Widmann, team leader, o meglio "la rotella" indispensabile nel ingranaggio logistico biancorosso, fra un ricordo e l'altro, racconta e commenta le sue indispensabili mansioni. Grazie Hugo!
Intervista pubblicata sul quotidiano Alto Adige mercoledì 30 luglio 2025. Ringraziamo e ci congratuliamo con l'autore Marco Marangoni.
Nella tana dei Foxes lo chiamano "HUWI" e senza di lui si muove poco o nulla. Anzi, le trasferte sarebbero un caos, gli ingranaggi dello staff s'intoppe-rebbero e all'interno dello spogliatoio non ci sarebbe un uomo col quale confidarsi.
Lui si chiama Hugo Widmann, genovese fino a 15 anni di età, poi bolzanino doc dal cuore biancorosso.
Lui è il team leader dell'Hockey Club Bolzano.
Lui è il team leader dell'Hockey Club Bolzano.
È l'uomo di fiducia del "dottor Dieter Knoll", il patron dei Foxes.
Quando c'è qualcosa che non va, o deve essere risolto, Knoll si rivolge a Widmann con un semplice "Hugo...."
La giornata di ieri il team leader dell'Hc Bolzano l'ha trascorsa sulle Dolomiti, non per passeggiare bensì per definire i dettagli del raduno della squadra a Corvara in Badia.
«I ragazzi dal 9 al 18 agosto soggiorneranno alla caserma
"Tempesti" (Esercito, ndr) - spiega Widmann -. I giocatori dormiranno in stanze da quattro, in caserma pernotteranno e consumeranno i pasti tra un allenamento e l'altro. Per lo staff, dagli allenatori all'attrezzista, le stanze saranno singole».
Quale sarà il programma?
«Ci sarà la seduta di allenamento su ghiaccio al mattino dalle 11 alle 12.30, poi pranzo e riposo pomeridiano, seduta di allenamento del pomeriggio, il tutto intervallato da sedute di preparazione atletica a cura del nostro preparatore Daniel Peruzzo».
«Ci sarà la seduta di allenamento su ghiaccio al mattino dalle 11 alle 12.30, poi pranzo e riposo pomeridiano, seduta di allenamento del pomeriggio, il tutto intervallato da sedute di preparazione atletica a cura del nostro preparatore Daniel Peruzzo».

Qual è il suo compito?
«Sono il collegamento tra lo spogliatoio e la dirigenza. Mi occupo di svariate cose, dalla prenotazione delle ore ghiaccio alla Sparkasse Arena a dove mangiare lungo il viaggio quando siamo in trasferta.
Sono supervisore del materiale e responsabile dello staff, di fisioterapisti e attrezzisti oltre a collaborare con i medici.
Parlo con l'allenatore chiedo eventuali preferenze e necessità della squadra, se c'è o non c'è il pre-game, e poi stilo il programma con arco temporale dettagliato anche di trenta
minuti.
Quando giochiamo in trasferta organizzo i pernottamenti, prenoto il pullman, definisco gli orari di partenza e a che ora e dove pranziamo. Un lavoro sempre in accordo con l'ufficio dell'HC Bolzano».
Quali sono le trasferte?
«Quando la sede della partita è superiore ai 300 chilometri, poi ovviamente possono esserci eccezioni come i playoff. Normalmente pernottiamo quando andiamo a Vienna, in Ungheria, Lubiana, Klagenfurt e a volte Linz. Organizzo la partenza, il pranzo, l'arrivo allo stadio, la cena, il pernotto in hotel. Dopo la partita si rientra sempre a Bolzano».

Lei è team leader da ormai vent'anni, qual è il suo ricordo più bello?
«Le due vittorie della Ebel e, anche se la seconda piace di più a tutti, a me piace molto di più la prima. Eravamo un'armata
Brancaleone, si prenotava il primo pullman disponibile, igioca-tori mangiavano panini durante il viaggio, a livello di staff non eravamo completi, avevamo pochi soldi... Adesso è tutto ad alto livello, possiamo dire che siamo una squadra professionistica come lo è anche l'intera gestione del team».
Brancaleone, si prenotava il primo pullman disponibile, igioca-tori mangiavano panini durante il viaggio, a livello di staff non eravamo completi, avevamo pochi soldi... Adesso è tutto ad alto livello, possiamo dire che siamo una squadra professionistica come lo è anche l'intera gestione del team».
Il momento più brutto?
«Quando non arrivano i risultati. Bolzano è una piazza com-plicata, il pubblico non sta zitto.
E poi è stato un momento brutto quello dello scorso marzo a Villach, quando hanno bucato i pneumatici del nostro pullman con tanto di scritte offensive».